Stress e Mindfulness. Una conferma recente.

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“Le analisi sono a posto, quindi il suo malessere è probabilmente legato ad un periodo di STRESS”. “ho spesso mal di testa.. Sarà lo stress”. Stress. Termine piuttosto comune che identifica nel linguaggio corrente il principale nemico della salute pubblica. Fenomeno da evitare anche se, spesso, le circostanze lavorative, familiari, relazionali, ci portano a stressarci troppo. E quindi, che fare? Innanzitutto un po’ di chiarezza.

Banalmente si può definire stress una risposta tipica dell’essere umano, sia psicologica che fisiologica, di fronte a situazioni ambientali o interne (all’individuo) scatenanti. Tali situazioni comportano sempre “un’aumentata richiesta” rispetto alle risorse dell’individuo stesso. Ad esempio: ritengo di non avere competenze sufficienti per svolgere un compito e mi viene assegnato proprio quel compito. Oppure sento di valere molto come professionista ma vengo costantemente smentito dalle circostanze. Insomma: qualcosa si frappone o può frapporsi “tra me ed i miei obiettivi” (Carver e Connor-Smith, 2010).

La risposta di stress ha permesso all’uomo di evolversi: senza stress saremmo paradossalmente tutti morti (o probabilmente mai nati). Lo stress quindi è utile all’uomo. Uno stress prolungato può, tuttavia, portare effetti nocivi per la salute. Non entreremo in dettagli fisiologici, ci basti sapere che non vi sono dubbi sul legame tra molte patologie mediche e stress.

Ciò che ci interessa sottolineare invece è la componente ‘mentale’ dello stress. Nel 2013 il Journal of Personality and Social Psychology ha pubblicato un’interessantissima ricerca di 2 ricercatori statunitensi (qui la ricerca originale)

In tale ricerca il campione sperimentale veniva diviso in due gruppi: al primo gruppo (condizione positiva) veniva mostrato un filmato dove si diceva che, nonostante ciò che si crede sullo stress, lo stesso era utile ai fini della prestazione e della crescita; al secondo gruppo (condizione negativa) veniva mostrato un filmato che sottolineava invece gli effetti negativi dello stress sugli individui.

I risultati furono netti: chi aveva visto il primo filmato, non solo riportava livelli di stress meno elevati, ma aveva anche un tasso di cortisolo (il cosiddetto ‘ormone dello stress’) inferiore nel sangue rispetto al secondo gruppo. In altri termini, ciò che crediamo determina non solo quello che percepiamo come reale, ma anche la nostra risposta fisiologica a determinati eventi.

Questa ricerca ancora di più ci conforta nell’affermare che:

imparare a rimanere con ciò che c’è, nel momento in cui sorge, senza giudizio, si conferma un’abilità fondamentale per riuscire a gestire momenti difficili e per limitare eventuali effetti nocivi di esposizioni prolungate agli stessi.

Un ulteriore indiretta conferma sull’impatto positivo delle pratiche di Mindfulness sulla gestione del carico quotidiano di stress a cui, inevitabilmente, siamo sottoposti.

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