Correre e Meditare. Due facce della stessa medaglia.

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“L’azione di correre mi aveva portato in un territorio quasi metafisico. […] Dopo essere entrato nella parte finale, nella lunga penisola del parco floreale, quella sensazione si è accentuata. Il mio modo di correre assomigliava a uno stato di meditazione.”

da “L’arte di correre” di Murakami Haruki

Perché scrivere un articolo su running e meditazione? Sono due attività così diverse! Una coinvolge il fisico, l’altra la mente. Una è faticosa, l’altra rilassante. Una richiede allenamento, l’altra soltanto un po’ di tempo… Giusto?
Non proprio.
Chi corre abitualmente sa benissimo come la corsa rappresenti un’attività sicuramente dispendiosa per il fisico, ma con una componente mentale molto complessa; allo stesso modo, chi medita sa quanto sia faticoso rimanere seduti, cercando di concentrarsi, anche solo per 15-20 minuti.
Correre e meditare, nonostante le apparenze, hanno molto in comune; sono entrambe attività che coinvolgono mente e corpo, entrambe faticose, entrambe vanno allenate, entrambe consentono di entrare in contatto con sé stessi ed entrambe richiedono un discreto impegno in termini di tempo. Non è un caso che la corsa rappresenti un fondamentale elemento filosofico-sociale per alcune popolazioni, i cui racconti mescolano mito e realtà (ad esempio i Tarahumara messicani, i Kalenijn kenyani o i monaci del Monte Hiei in Giappone).


Mindfulness in movimento?

Meditazione e running vengono sempre più spesso associati, tanto che ultimamente si parla addirittura di meditazione in movimento (mindful running). In effetti, questa concezione non è poi così moderna; possiamo infatti individuare due “categorie” principali di pratica meditativa: formale e informale. Per pratica formale si intende la meditazione più vicina al nostro immaginario collettivo: seduti, in silenzio, con gli occhi chiusi, focalizzati sul momento presente seguendo il respiro (o comunque con un atteggiamento contemplativo).
La pratica informale, invece, rappresenta il tentativo di rimanere concentrati su quanto si sta svolgendo (mangiare, pulire, camminare…) utilizzando tutti i sensi, riportando costantemente la mente sul presente ogniqualvolta ci si distrae. Del resto, se pensiamo alla definizione di mindfulness come porre attenzione in un modo particolare; intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante… non viene indicato di rimanere per forza seduti e immobili.
Da ciò, si evince come la corsa rappresenti un’ottima opportunità di fare pratica informale. E’ un attività tutto sommato ripetitiva, che a volte può risultare noiosa e che richiede un bel po’ di tempo; quale occasione migliore per approfittare di allenare anche la mente?

Mente & corpo, un alleanza

A cosa pensi quando corri? A cosa poni attenzione? Sei consapevole della tua postura, di come il tuo corpo si sta muovendo, dei piedi che toccano il suolo? Quali emozioni provi mentre corri?
Mindful running significa allenare la propria consapevolezza correndo; contribuisce a rafforzare la capacità di regolare l’attenzione, di entrare in contatto con se stessi, di imparare a riconoscere le proprie risposte alla fatica facendo esperienza diretta di impermanenza, cioè di come tutto (pensieri, sensazioni, momenti di crisi… ma anche il paesaggio!) si modifichi in continuazione.
Durante la corsa, è possibile allenarsi a conoscere meglio i propri pensieri, imparando a gestirli, dare spazio alle proprie emozioni, rafforzare la propria attenzione selezionando intenzionalmente a cosa rivolgerla (mondo interiore/esteriore).
Tutto ciò può essere estremamente utile per runners esperti, che possono allenarsi a gestire in maniera più funzionale le sensazioni e i pensieri negativi che inevitabilmente emergono durante la corsa. Infatti, più si è consapevoli di ciò che accade, nel momento stesso in cui accade, più è probabile saperlo gestire; ciò vale sia per i processi cognitivi (i pensieri, l’attenzione, la concentrazione…) sia per gli aspetti fisici più strettamente collegati alla corsa (tensioni muscolari, stanchezza, postura, tecnica di corsa…).
Un approccio mindful alla corsa però è particolarmente utile per chi avrebbe sempre voluto avvicinarsi alla corsa senza esserci mai riuscito, poiché, rispetto all’allenamento tradizionale, consente una prospettiva diversa e quindi maggiormente motivante; una prospettiva integrata, che conferisce la medesima importanza alla mente e al corpo, meno rivolta alla prestazione e con un’enfasi particolare al tema della consapevolezza.

 

Letture consigliate:
Mindful Running, la corsa consapevole (Moi Gonzalez, Montse Rodriguez)
Chi Running (Danny Dreyer)
Correre con il branco (Mark Rowlands)
L’arte di correre (Murakami)

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