Recharge in Nature. Un’esperienza di disconnessione.

mindfulness depressione
4 ingredienti Mindfulness contro la Depressione
9 Settembre 2019

Dieci partecipanti da tutto il mondo, selezionati tra oltre 19.000 iscritti all’iniziativa Recharge in Nature, che hanno avuto modo di vivere un’esperienza unica: cinque giorni di disconnessione totale, immersi nella natura della splendida Valle Ombretta nel comune di Rocca Pietore (BL).


L’iniziativa è nata dall’idea di promuovere e far conoscere questi splendidi luoghi, ma con un forte messaggio sociale: è possibile imparare a disconnettersi, rilassarsi, utilizzare la tecnologia con maggior consapevolezza. Un ritorno alla semplicità, fatta di ritmi più umani e relazioni reali.


In questi giorni, i partecipanti hanno avuto modo di sperimentare diverse attività, tra cui mindfulness, yoga, stone balancing, escursioni e molto altro; attività volte a ripristinare l’attenzione nel qui e ora, riscoprire la valenza dei sensi e delle relazioni vis-a-vis. Inoltre, hanno avuto modo di dare una mano alla comunità locale duramente colpita dalla tempesta “Vaia” dello scorso ottobre.
Durante il soggiorno, abbiamo proposto ai partecipanti alcune attività per insegnare loro come convivere con lo stress con maggior resilienza, disporre della propria attenzione con consapevolezza e vivere maggiormente il qui e ora. Infine, abbiamo condiviso assieme alcune attività legame al tema dell’intelligenza emotiva.

 

Disconnettersi dalla tecnologia, per riconnettersi a sé.

Abbiamo raccolto alcuni dati molto significativi riguardo i livelli di stress e di mindfulness (intesa come capacità di porre attenzione nel momento presente, saper descrivere le proprie emozioni e i propri pensieri senza giudizio e senza dovervi necessariamente reagire) prima e dopo il soggiorno.


Lo stress, è bene ricordarlo, non è qualcosa di oggettivo e immodificabile, ma rappresenta la modalità individuale di reagire alle richieste ambientali.

In sostanza, siamo soggetti attivi nella percezione dello stress e ciò significa che possiamo imparare a reagirvi in maniera più funzionale.
Un fattore determinante dello stress odierno, che i dieci partecipanti hanno riportato come il principale, è l’iperconnessione, la perenne presenza della vita online.


Mail, notifiche, chat, telefonate, è come se una parte di noi fosse continuamente in allerta ad attendere stimoli provenienti da… altrove.
Il meccanismo di ricompensa legato alle notifiche, in particolare il
rinforzo intermittente, crea di fatto un condizionamento molto potente che impedisce di concentrarsi su un’unica attività ignorando l’impulso a dare un’occhiata allo smartphone. Vita reale e vita online scorrono così in parallelo, rendendo davvero complesso stabilire delle priorità per la nostra attenzione. Tutto ciò affatica il nostro cervello, comporta continue distrazioni e sottrae tempo e attenzione per il qui e ora. Ne risentono così le nostre relazioni, la qualità del sonno, l’efficacia sul lavoro, l’apprendimento, l’umore e la salute complessiva.
I risultati della nostra rilevazione pre/post RIN sono stati impensati, nonostante una discreta letteratura in materia, dimostrando in tutti i partecipanti un’enorme diminuzione dei livelli di stress e un forte incremento del livello di mindfulness. 

 

Qui e ora

Sono stati giorni molto intensi, in cui i partecipanti hanno potuto riscoprire il piacere di parlare, guardarsi negli occhi e condividere emozioni ed esperienze senza mai ricorrere all’uso dello smartphone. Arrivati con un elevato livello di stress e condizionati dalla continua presenza della vita online, sono riusciti, anche grazie alla loro grande disponibilità nel mettersi in gioco, a ripristinare l’attenzione verso ciò che li circondava nel momento presente. Si è così creato un gruppo coeso, fondato su relazioni reali.
Un’esperienza unica, che non ha avuto come fine quello di demonizzare la tecnologia ma di sapersene emancipare per utilizzarla come uno dei tanti strumenti a disposizione.

 

L’esperienza di Recharge in Nature riassunta in parole ed immagini.

Dal Blog di Stefania, una dei 10 partecipanti.

Per 5 giorni ci siamo isolati dal mondo ma ci siamo connessi con la natura, con noi stessi e tra di noi (…). Con quella semplicità e leggerezza che tanto mi mancavano. Adolescenti degli anni ’90, che trascorrevano il tempo a conoscersi, giocare, ridere, piangere, abbracciarsi, brindare ai nostri desideri. (…)

Non abbiamo mai affrontato veramente il tema “cellulare”. Non eravamo lì per “disintossicarci dallo smartphone”, noi avevamo bisogno di riconnetterci con noi stessi. Con il presente. Con le vite che ci passano accanto e che spesso nemmeno notiamo. (…)
Ed ecco cosa mi è rimasta di questa esperienza. Mi è rimasta un’attenzione maggiore del qui ed ora, un amore per me stessa e la mia vita che avevo perso. Accendo il telefono più tardi la mattina, non ho più la necessità di condividere tutto quello che faccio perché preferisco viverlo, assaporarlo. Mi sento forte.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *